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Auguri di un nuovo Anno

anno 2020
Concerto dell’11.05.2019

Ed eccoci arrivati ad una fine. Una fine simbolica, di un anno che sembra non esserci stato. E invece il dramma è che questo 2020 c’è stato davvero. Ci sono stati i quasi due milioni di morti, la grande crisi economica, gli 83 milioni di casi di quella malattia che a febbraio sembrava un semplice imprevisto, e che si è rivelato un vero incubo.

L’anno scorso, in questo momento esatto, non sapevo come si indossasse una mascherina, usavo il disinfettante solo per curarmi una ferita, abbracciavo tutti i miei amici e i miei parenti, e gli dicevo “Buon 2020! Questo prossimo anno sarà fantastico!”. Pensavo ai miei progetti, alla stagione concertistica 2020 che sarebbe stata una stagione stupenda, con musicisti da ogni parte d’Italia e del mondo, insieme a festeggiare uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, Ludwig van Beethoven, e il mio caro zio, Gino Marinuzzi jr., un personaggio che io purtroppo non ho conosciuto, ma che tutta la mia famiglia ha amato e stimato immensamente. Fino alla fine ho cercato di sperare nella possibile realizzazione di questa stagione, fino a quando ogni organizzatore e direttore artistico del mondo ha gettato le armi, e si è arreso. In quel momento un grande vuoto ci ha circondati. Un vuoto di arte, di musica, di letteratura, di teatro. Un vuoto di umanità.

E così, non appena ho visto le foto delle scorse rassegne, con un folto pubblico, tanti sorrisi sui volti della gente, sui volti dei musicisti, e soprattutto sul mio volto, ho avuto una grande stretta al cuore, grande come non l’avevo mai avuta. In quel momento ho avuto la risposta a quel famoso sondaggio effettuato nel giugno 2020 a Singapore, secondo il gino marinuzzi jr.quale il lavoro dell’artista è inutile durante l’era del Covid-19: l’arte porta benessere! L’arte porta sorrisi! L’arte è quella forza fisica e spirituale che ti spinge a raggiungere la più bella versione di te stesso! Ma soprattutto, la grandezza dell’arte è la necessità di condivisione, di unione: quanto è soddisfacente (e lo dico da musicista) trovare una sala piena di pubblico, di persone che vogliono godere della bellezza che il musicista crea, per stare bene con se stessi per quelle due ore che riempiono la giornata.

Uno degli obiettivi primari della nostra Associazione è sempre stato quello di permettere al pubblico di essere in un luogo artisticamente magico, circondati da musica magica, per poter essere felici per un paio d’ore, e dimenticare tutti i problemi della vita per quel piccolo momento, dedicando del tempo al bene della propria anima. Esatto, noi musicisti facciamo questo: diamo benessere, felicità, bellezza, commozione, entusiasmo a chiunque ci circondi. E non è stato necessario in questo periodo di grande paura, vuoto, miseria? Non si può dire che l’arte sia inutile, se ne avete bisogno. Se in un qualche piccolo momento della vostra vita vi ha aiutato a sopportare momenti difficili. Se vi siete abbonati a Netflix, Amazon Prime, Spotify, Apple Music: è grazie al lavoro di artisti se queste piattaforme esistono. Se in questa quarantena vi siete aggiustati il giradischi, o avete comprato delle cuffie, o avete messo in ordine la vostra collezione di cd. Se avete detto almeno una volta “Sarebbe bello andare a vedere quel museo! Sarebbe bello poter sentire di nuovo un concerto! Che brutto vedere i film in televisione, quanto era bello andare al cinema!”. Non dimenticatevi di queste parole, quando si potrà uscire di nuovo, quando potremo vedere la luce del sole senza dover preparare un’autocertificazione, quando si potrà vedere il nostro sorriso, senza che sia nascosto da una mascherina! Fatevi del bene, e in quel museo che volevate visitare, andateci! A quel concerto che vi mancava tanto, andateci! Al cinema a vedere l’ultimo film di quel grande regista, andateci!

L’arte è arte solo se è condivisa, ascoltata, vista, e soprattutto vissuta. Vi assicuro che sarà un bagno di benessere, felicità e commozione, più di qualsiasi altra cosa al mondo. Questo deve essere il vostro “buon proposito” per l’anno 2021: essere felici, un po’ più spesso. E concludo, con uno degli scritti più belli sull’importanza dell’arte, dalla prefazione a quel meraviglioso libro che è “Il ritratto di Dorian Gray”, di Oscar Wilde:

L’artista è il creatore di cose belle.
Rivelare l’arte e nascondere l’artista è il fine dell’arte.
Il critico è colui che può tradurre in diversa forma o in nuova sostanza la sua impressione delle cose belle.
Tanto le più elevate quanto le più infime forme di critica sono una sorta di autobiografia.
Coloro che scorgono brutti significati nelle cose belle sono corrotti senza essere affascinanti. Questo è un errore.
Coloro che scorgono bei significati nelle cose belle sono le persone colte. Per loro c’è speranza.
Essi sono gli eletti: per loro le cose belle significano solo bellezza.
Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male. Questo è tutto.
L’avversione del diciannovesimo secolo per il realismo è la rabbia di Calibano che vede il proprio volto riflesso nello specchio.
L’avversione del diciannovesimo secolo per il romanticismo è la rabbia di Calibano che non vede il proprio volto riflesso nello specchio.
La vita morale dell’uomo è parte della materia dell’artista, ma la moralità dell’arte consiste nell’uso perfetto di un mezzo imperfetto. L’artista non desidera dimostrare nulla. Persino le cose vere possono essere dimostrate.
Nessun artista ha intenti morali. In un artista un intento morale è un imperdonabile manierismo stilistico.
Nessun artista è mai morboso. L’artista può esprimere qualsiasi cosa.
Il pensiero e il linguaggio sono per un artista strumenti di un’arte.
Il vizio e la virtù sono per un artista materiali di un’arte.
Dal punto di vista formale il modello di tutte le arti è l’arte del musicista. Dal punto di vista del sentimento il modello è l’arte dell’attore.
Ogni arte è insieme superficie e simbolo.
Coloro che scendono sotto la superficie lo fanno a loro rischio.
L’arte rispecchia lo spettatore, non la vita.
La diversità di opinioni intorno a un’opera d’arte dimostra che l’opera è nuova, complessa e vitale.
Possiamo perdonare a un uomo l’aver fatto una cosa utile se non l’ammira. L’unica scusa per aver fatto una cosa inutile è di ammirarla intensamente.
Tutta l’arte è completamente inutile.

 

Buon Anno a tutti.

Anna Bottani

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